clicca sulla bandiera per il dizionario sardo italiano

clicca sulla bandiera per il dizionario sardo italiano
clicca sulla bandiera per il dizionario sardo

sabato 24 ottobre 2015

maledetta televisione

proprio ora c'è un'intera ,tutta una generazione che non conosce nient'altro che non venga dalla televisione!,
questa televisione è il vangelo!,l'ultima rivelazione!,
questa televisione può far eleggere o far cadere presidenti,
papi ,governi.
questa televisione è la più grande forza di propaganda di tutto il mondo.
chi saprà mai quale falsità può essere spacciata per vera sulla televisione?.
la televisione non è la verità,
la televisione è un parco di divertimento,
la televisione è un circo,un carnevale,un esercito di cantastorie ,cantanti,ballerini,
giocolieri,fenomeni da baraccone.
ma voi siete seduti lì,giorno dopo giorno,sera dopo sera,persone di tutte le età e fede religiosa ,di destra e di sinistra.
state iniziando a credere alle illusioni e le balle che vi raccontano,
state iniziando a credere che la televisione sia la realtà,
fate qualsiasi cosa vi dica la televisione.
vi vestite come in televisione,mangiate come in televisione,crescete i vostri figli come in televisione,pensate addirittura come la televisione...
perché l'unica verità che conoscete è quella che viene dalla televisione
questa è pazzia di massa,voi siete il pensiero reale ,la televisione è l'illusione !
vi tengono all'interno di una bolla di distrazione e ingenuità,
 e purtroppo con ottimi risultati.

l'attuale cultura tratto da intervista a silvano agosti


chiedo scusa a chi in questo periodo mi ha seguito e non ha trovato nuovi post sul blog,
ma sto atraversando un periodo particolare dove i problemi personali fanno si che non riesca a trovare la giusta concentrazione per riuscire a scrivere qualcosa di decente.
da parecchi giorni però ho un pensiero fisso ,una, chiamiamola pure persecuzione mentale , devo sfogarmi ,e lo faccio nel modo che considero il più crudo possibile. a costo di pagarne le conseguenze.

Uno degli aspetti più micidiali della attuale cultura e di far credere che sia l'unica cultura,

invece è semplicemente la peggiore .

gli esempi sono d'avanti a tutti,dentro i nostri cuori.

il fatto che la gente vada a lavorare 6 giorni la settimana ,e la cosa più pezzente che si possa immaginare,
come si fà a rubare la vita agli esseri umani !? , in cambio del cibo del letto della macchinina.

mentre fino a ieri credevo che mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro,da oggi penso ,ma guarda questi bastardi che mi stanno rubando l'unica vita che ho ,
perchè non ne avrò un'altra,ho solo questa,e loro mi fanno andare a lavorare 5/6 giorni la settimana e mi lasciano un miserabile giorno ,per fare cosa?, come si fà in un giorno a costruire la vita , la tua vita.
devi pensare con una coscienza perfetta ,
"questi stanno rubandomi la vita,"
in cambio di cosa, di 1500 euro bene che ti vada,
e mentre noi siamo un capolavoro il cui valore è indescrivibile, non capisco perche un quadro di un qualsiasi idiota deva valere milioni di euro ,
mentre un essere umano 1500 euro al mese bene che gli vada.
se poi consideriamo i parametri con le nuove tecnologie dove i profiti sono aumentati come minimo almeno 100 volte,
allora il lavoro doveva diminuire almeno dieci volte , "se come è vero che le tecnologie nascono dall'uomo per l'uomo" .
invece no, il lavoro è rimasto intato.
oggi sò che mi stanno rubando il bene più prezioso che possiedo ,la vita.
la gente va a lavorare sei giorni la settimana ,perche ha una pistola puntata alla testa ,
certo lo faccio.
e meglio leccare il pavimento piutosto che morire?
meglio leccare il pavimento!!!?.
ma quello che più è orrendo e che leccare il pavimento e diventata una aspirazione.

e mostruoso che si debba andare a lavorare 8/10 ore al giorno, ed essere pure grato a chi ti fà leccare il pavimento.
noi non stiamo vivendo in un regime politico capace di darci da mangiare o la macchinina ,no! ,e un sistema politico che sa rubare il benessere a 3 parti di persone ,per farne stare bene una parte .

martedì 19 novembre 2013

alluvionati

Mancava solo l'alluvione , tutto il resto lo abbiamo già ,purtroppo.

Noi sardi abbiamo un primato unico al mondo, negativo: su un territorio così grande come è la Sardegna siamo soltanto un milione e seicentomila persone. Cioè siamo l’equivalente di un quartiere di Roma, di Napoli. Abbiamo la densità demografica più bassa al mondo. Una densità così bassa esiste solo al Polo sud, al Polo nord e all’Equatore.E siamo così pochi perché non ci hanno dato quello che ci spetta: il diritto a vivere, possiamo solo sopravvivere con le “elemosine”, la cassa integrazione, gli aiuti di stato, gli aiuti della comunità europea, ma dobbiamo essere sempre servi di qualcuno. Noi dobbiamo sempre tendere la mano.
Essere un’isola, essere un’isola ultra periferica, essere un’isola spopolata, avere un problema grave di disoccupazione.
Viviamo in un’economia globalizzata, dobbiamo essere competititivi e produrre dei prodotti che costino di meno. Ma non potremo mai produrre qualcosa che costi di meno rispetto a qualunque altra parte del mondo. Il nostro prodotto costerà sempre di più, perché dobbiamo aggiungere al costo del prodotto i costi del trasporto e le due giornate di lavoro che noi perdiamo di viaggio per andare a vendere quel prodotto. Sono costi tali che noi siamo destinati a scomparire.

sabato 16 novembre 2013

Come dargli torto

"La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere".

                                                  José “Pepe” Mujica, presidente dell’Uruguay

venerdì 7 settembre 2012

domenica 29 luglio 2012

nessuna differenza

Non vi siete ancora stancati di votare? Non siete ancora stanchi delle illusioni? Davvero non sapete pensare ad altro che a questo sistema? Davvero non sapete fare a meno del padrone di turno? Credete ancora che i partiti (chiamateli pure come volete) o i governi servano a rendere liberi gli uomini? Non conoscete altro che la gestione statale della società? Non conoscete altro che autorità? Competizione? ditatura camuffata da democrazia? Beh, allora siete proprio messi male, purtroppo.
E qui mi viene in mente il pensiero di Mark Twain che dice: 'se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare'.
 Come dargli torto alla luce della Storia e della cronaca?

martedì 26 giugno 2012

il successo

Il successo: com’è fatta la vita……
SUCCESSO!!!!!!!!
A un’anno il successo è: riuscire a camminare.
A quattro anni il successo è: non farsi la pipì addosso.
A dodici anni il successo è: avere amici.
A diciotto anni il successo è: avere la patente.
A vent’anni il successo è: fare sesso.
A trentacinque anni il successo è: avere soldi.

A cinquant’anni il successo è: avere soldi.
A sessantacinque anni il successo è: fare sesso.
A settantacinque anni il successo è: avere la patente.
A ottanta anni il successo è: avere amici.
A ottantacinque anni il successo è: non farsi la pipì addosso.
A novant’anni il successo è: riuscire a camminare.

domenica 10 giugno 2012

C A N E L I B E R O N L I N E: LA PIRAMIDE DEL POTERE CAPITAL/LIBERISTA

C A N E L I B E R O N L I N E: LA PIRAMIDE DEL POTERE CAPITAL/LIBERISTA: LA PIRAMIDE DEL POTERE CAPITAL/LIBERISTA di G.Tirelli “Si spengono i boiler, si evita di usare l’automobile, di pagare bolli, assicur...

C A N E L I B E R O N L I N E: HO SOGNATO CHE TUTTO FINIVA

C A N E L I B E R O N L I N E: HO SOGNATO CHE TUTTO FINIVA: HO SOGNATO CHE TUTTO FINIVA di G.Tirelli “Ci sono campi, campi sterminati, dove gli esseri umani non nascono, vengono coltivati. A lung...

domenica 13 maggio 2012

democrazia

Democrazia è il popolo che governa il popolo a colpi di bastone per amore del popolo“.

Oscar Wilde

martedì 3 gennaio 2012

SVEGLIAAA!!!!

la grandissima parte della richezza che produciamo con il nostro lavoro finisce nelle tasche di quelli che tu eleggi e dei suoi compari per il mantenimento dei loro privileggi.
per questa gente, un napoletano, un torinese, o un sardo.vale meno della carne da macello, perché questa almeno serve a mangiare e dal macellaio ha un valore; noi, per loro siamo solo delle rotture di coglioni inutili
non produciamo più niente, consumiamo e basta.conosciamo il prezzo di tutto ma il valore di niente;
è come la laurea: l’hai desiderata per anni, ti ubriachi e il giorno dopo realizzi che non sai che cazzo fare.
È una volata verso il fondo. Stipendi più bassi, condizioni di lavoro pericolose,
bisogna svegliarsi fare qualcosa,
Noi siamo il mercato, e noi decidiamo chi vince e chi perde a seconda di dove parcheggiamo i nostri soldi, di dove li investiamo, di cosa decidiamo di comprare e da chi scegliamo di comprare.
gli illusi dalla televisione, dal calcio e dal grande fratello credono davvero che la Grecia (o l'Argentina di dieci anni fa) sia una sorta di terzo mondo abitato solo da ignoranti morti di fame e che l'Italia è una nazione forte che non si ridurrà mai in quella situazione. Quanto vorrei che avessero ragione!

AUGURI.

OGGI COME IERI

A parer nostro, non possiamo essere d’accordo con certi sedicenti giornali rivoluzionari anarchici, i quali strombazzano ai quattro venti che la rivoluzione deve essere il prodotto della ragione, che necessita organizzare le forze rivoluzionarie, e preparare coll’istruzione le masse alla rivolta.
Ciò è tanto assurdo, quanto sono assurdi ed in malafede coloro che lo dicono. Il prodotto della ragione non può essere maggioranza, se non quando la maggior parte delle masse sapran ragionare. Ma colla società presente, è impossibile arrivare a questo punto. Finché le masse sono forzate a tutto produrre e nulla consumare, finché a loro si nega il pane materiale, il letto per dormire, il fuoco per scaldarsi, gli abiti per coprirsi, e tutto quanto è indispensabile alla vita; non potran mai arrivare alla loro emancipazione morale, poiché lo stato di sua vita è come una specie di assopito abbrutimento, il loro cervello è stracco quanto le loro membra, e non han forza di pensare, né di apprezzare le frasi di un libro o gli articoli di un giornale, poiché la loro intelligenza non coltivata ed abbrutita dall’eccessivo lavoro, non arriva a comprendere il vero senso di questi moralisti in frase.
No, miei cari dottoroni; questa massa avvilita, affamata, insultata e sfruttata in tutti i modi, non intende il vostro sistema di emanciparla, e fede ne sia la propaganda sterile che voi fate, ma al contrario, essa ben comprende che è per suo bene scannare il padrone, bruciare la puzzolente stamberga, impossessarsi dei bei palazzi ch’ella stessa ha fabbricato, sfondare le casseforti, atterrare qualsiasi autorità; appiccando re, ministri, senatori, deputati, procuratori, avvocati, questori, prefetti ed i loro tirapiedi che fanno seguito.
Questa massa avvilita, non può essere la maggioranza che il giorno della rivoluzione stessa, quando stanca di soffrire una parte insorgerà, prendendosi il posto dovuto nella vita sociale e rovesciando ogni ostacolo borghese. Solo allora la gran massa scossa dal ciclone rivoluzionario, alzerà il capo; la gran fiamma degli edifici e monumenti crollanti, rischiarerà d’un tratto la sua ragione e l’istinto suo proprio gl’indicherà la bisogna. Allora solo questa massa ignorante diverrà maggioranza, e la parte rivoluzionaria fino allora più debole diverrà tosto la più forte; anzi terribilmente forte.
Dunque poniamoci bene in mente, che prima dell’emancipazione morale è necessario l’economica, e per arrivare all’economia bisogna sbarazzare e sopprimere i farabutti ed ambiziosi, che per servire i loro interessi personali sviano il popolo dalla retta via, ed a lui sputano in faccia, una volta giunti al loro apogeo.

art:tratto da      [Il Ciclone, Parigi, n. 1, 4 settembre 1887]

domenica 11 dicembre 2011

sabato 5 novembre 2011

….SIAMO FATTI COSÌ

vivendo da emigrato ormai da tanti anni e facendo il lavoro di trasfertista , ho l'occasione di incontrare e conoscere tanta gente di diverse regioni italiane e del mondo .
tante sono le volte che mi fermo a pensare sulla differenza caratteriale di noi sardi.
il nostro caratere particolare ,mi porta a fare un'autoanalisi su cosa ci renda tanto diversi dal resto degli italiani .
non c'è alcun dubbio sul fatto che noi sardi siamo diversi sia come carattere che come stile di vita da tutti gli abitanti del resto del mondo
una particolarità che ci viene riconosciuto da tutti e non mancano le battute di spirito nei nostri confronti , dal nostro modo di parlare con il particolare accento che non perdiamo neanche dopo tanti anni vissuti all'estero, alla testardaggine , al nostro modo di divertirci ,di affrontare le situazioni una volta in modo ironico una volta in modo estremamente tragico .
delle volte ci viene detto quando arriviamo in un nuovo posto di lavoro "ecco sono arrivati i sardi ora vedrai che quà cambia tutto".
già perché noi sardi sappiamo lavorare ,sappiamo divertirci ,a volte però non riusciamo a fare distinzione tra l'una e l'altra situazione ,
questo crea un pò di sconforto e paura nelle persone che ancora non ci conoscono bene, ma poi col tempo finiscono con l'apprezzare questo lato del nostro carattere.
mai veramente cattivi , abbastanza ingenui , molto riconoscenti , subito amici , irriverenti con chi non merita , educati ma casinisti ,sfrontati in gruppo e vergognosi da soli ,non perdiamo occasione di parlare della nostra terra ,e di vantarne le sue bellezze ,quale altro popolo si porta la bandiera appresso o in alternativa l'adesivo incollato alla macchina con la scritta "sono sardo" portati con vanto in giro per il mondo ?.
sei un vero sardo? lo sei perché nessuno come te è legato alla sua terra ,perché l'amicizia è sacra e la famiglia non si tocca ,parli una lingua che tutti ci invidiano ,tieni con orgoglio alla tua bandiera e alle tradizioni secolari che fanno parte del tuo D.N.A.
fai parte di un popolo che a sofferto come pochi altri e ne porti le cicatrici con vanto,forse e per questo che siamo testardi orgogliosi e sinceri,e anche se diciamo di non essere permalosi ci incazziamo per ogni appunto che ci fanno.
non perdiamo occasione di vantare la nostra terra così ogni volta che risaliamo portiamo con noi una macchina piena di prodotti sardi per farli assaggiare a tutti con vanto .
la nostra tonalità di voce è sempre molto alta ,quando parliamo sembra che stiamo litigando , ma per noi questo è normale ,cerchiamo sempre di prevaricare sugli altri con il nostro tono di voce molto alto ,siamo curiosi ad ogni rumore strano ci affacciamo subito alla finestra per vedere cosa è successo ,
quando giriamo per il paese guardiamo sempre all'interno delle macchine con curiosità per vedere chi c'è all'interno.
tutto questo fa di noi un popolo strano, antipatico a chi non ci conosce ma non possiamo farci niente noi siamo tutto questo ,e non dobbiamo vergognarci di essere fatti così ,perché questo è tutto ciò che ci rende unici veramente unici in tutto il mondo e anche se a qualcuno non può star bene io personalmente ne vado fiero e non cambierei questo nostro carattere con nessun altro e lo voglio portare con me per tutta la vita con vanto.


martedì 1 novembre 2011

PERCHÈ , IL NOSTRO È UN PAESE DI MERDA.

Lasciamo un paese di merda alle nuove generazioni, che non possono cogliere più alcuna opportunità ne speranza di un futuro.
 Abbiamo sperperato ogni risorsa e deluso ogni loro aspettativa. I nostri figli e nipoti erediteranno il peso di un debito che non potranno mai pagare, ma, ancora di più, quel bagaglio di valori morali, umani, principi etici e dose di buon senso, che abbiamo mercificato e svenduto per delle lusinghe,e false promesse.
Ed in questo periodo duro e falso,che ci appare all'improvviso come un sogno da cui piano piano tutti ci stiamo svegliando e prendiamo coscenza della realtà,
con gli occhi ancora assonnati e la mente stordita ,trovo perfetta e straordinariamente puntuale questa poesia di giovanni pascoli.

Questa la parte dell'inno anarchico-insurrezionalista
di Giovanni Pascoli diffusa al convegno di San Mauro Pascoli.

''Soffriamo! Nei giorni che il popolo langue
e' insulto il sorriso, la gioia e' vilta'!
sol rida chi ha posto le mani nel sangue,
e il fato che accenna non teme o non sa:
Prometeo sull'alto del Caucaso aspetta,
aspetta un bel giorno che presto verra'
un giorno del quale sii l'alba, o vendetta!
Un giorno il cui sole sii tu, liberta'!
Soffriam! Che' il delitto non regna in eterno!
Soffriam! Che' l'errore durare non puo'!
Gia' Satana giudica nel pallido inferno
il Dio dei tiranni che al buio il danno'!
Soffriam: le catene si spezzano alfine
allor che pugnali, ne' piaccia foggiar;
fra un mucchio fumante di sparse ruine
gia' Spartaco e' sorto tremendo a pugnar.
Soffriamo, o fratelli! La mano sul cuore
lo sguardo nuotante, nell'alba che appar!
Udite?! Le squille che suonano l'ore
a stormo tremendo desiano suonar!
Gia' mugghia il tremuoto laggiu' nella reggia!
S'accampa nei templi superbo il pensier!
Un rosso vessillo nell'aria fiammeggia,
e in mezzo una scritta vi luccica in ner:
le dolci fanciulle che avete stuprato,
i bimbi che in darno vi chiesero il pan,
nel giorno dell'ira, nel giorno del fato,
i giudici vostri, borghesi, saran''.

lunedì 31 ottobre 2011

censimento 2011




 Ma se sanno già tutto di noi, che  vogliono sapere ancora?

tramite il nostro tesserino sanitario conoscono le medicine che compriamo;
tramite c/c, bancomat e carta sanno quanto spendiamo e dove;
tramite il catasto sanno quante case possediamo;
tramite il comune sanno quanta spazzatura produciamo;
tramite l’anagrafe sanno quanta gente abita in casa e di che età;
tramite l’anagrafe veterinaria conoscono nome, quantità, specie degli animali di casa;
tramite il nostro passaporto sanno i nostri spostamenti all’estero;
tramite il via card e telepass quanto viaggiamo e dove andiamo
tramite il segnale del cellulare GPRS sanno in ogni momento dove siamo..



 Ma  cosa C...O vogliono ancora sapere?

domenica 16 ottobre 2011

cosa sarà di tutti noi

continua l'esodo da tutto il sud italia e dalla sardegna ,artigiani , diplomati , laureati , professionisti ,lasciano la loro terra per cercare lavoro altrove , soprattuto all'estero, la sardegna già povera di risorse e di persone si stà completamente spopolando.
cosa ne sarà del futuro dei nostri giovani che fuggono e dei vecchi che rimangono ?
questo esodo di persone come un fenomeno naturale sembra innarrestabile la sardegna stà diventando un deserto.
non si coltiva più niente ,non si allevano più animali , i nostri allevatori dovranno reinventarsi un lavoro butando al vento anni di lavoro e cultura ,
i nostri prodotti tipici verranno importati dalla romania o dalla polonia ,dovranno solo meterci sopra un timbro "prodotto sardo" made in polonia
chi insegnerà alle nuove generazioni l'arte di costruire e di creare le cose che hanno reso famosa l'italia nel mondo.
chi trasmetterà alle nuove generazioni le nostre culture ,dai balli , ai costumi ,alla cucina ,ai nostri dialetti ,tutto ciò che rende  diversi un popolo da un'altro tutto ciò che non ci rende uguali o simili a giocattoli uno identico all'altro come delle marionette.
senza la diversità delle culture che ci fanno grandi nel mondo siamo destinati a scomparire ,
i falegnami , i calzolai ,i fabbri questi artigiani che hanno appreso l'arte dai loro padri ,dopo anni di aprendimento e di duro lavoro , a chi trasmeteranno il loro sapere tramandato con fatica e dispendio di cose ed energia , forse ad un belga , ad un francese , ad un tedesco ? .
i nostri medici infermieri ricercatori a chi regaleranno il loro sapere ,ad altri popoli che non hanno dovuto far niente per insegnargli niente ,senza nessuna fatica e costo si ritroveranno in casa loro dei geni dei medici ed avranno anche la possibilità di poter scegliere i migliori.
a noi non rimarrà niente , verranno persi anni ed anni di lavoro dei nostri vecchi regalandoli ad altri come fosse niente in cambio di un modesto stipendio ,
e la garanzia di tirare avanti ,  di sopravivere.

contatore